Pubblicato il 22/10/14 in Finanza | Fonte: Teleborsa

La legge di stabilità di Renzi sconfitta da IMU, TASI e IVA

(Teleborsa) - Quando, Matteo Renzi ha illustrato in conferenza stampa la legge di Stabilità 2015, che prevede "la più grande riduzione delle tasse della storia della Repubblica" è risuonato un numero, 18, lo stesso numero che ricorda l'articolo dello statuto dei lavoratori mandato in pensione dal Jobs Act dello stesso governo pochi giorni prima.
18 sono i miliardi di euro di tasse in meno rispetto alla finanziaria 2014, ha puntualizzato il premier, scendendo poi nel dettaglio: 11 miliardi dal deficit; 15 dalla spending; 3,8 dall'evasione; 0,6 dalla banda larga; 1 miliardo dalle slot; 3,6 dalle rendite e 1 da riduzione fondi.

"La spending review", in totale da 15 miliardi, è così composta: 2,5 mld da decreto legge 66, quello degli 80 euro; 6,1 da risparmi dello Stato, 4 da risparmi delle Regioni regioni, 1,2 dai Comuni e 1 da province", ha precisato Renzi.

"Le coperture ci sono", ha spiegato poi il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che però non ha escluso nuovi aumenti delle tasse da parte delle Regioni, per via dei tagli effettuati dal governo con questa manovra. "Le regioni aumenteranno il loro prelievo? Può darsi. Ma c'è sempre un appostamento di risorse a fronte di un aumento del prelievo e poi saranno i cittadini a giudicare", ha dichiarato Padoan. A fronte di questo "ambiziosissimo programma di riforme strutturali", così ha definito la manovra il titolare delle Finanze, va tuttavia ricordato cosa è avvenuto in passato o meglio quante tasse hanno pagato gli italiani negli ultimi anni.

Nel 2014 gli italiani sborseranno ben 18,8 miliardi di euro per l'IMU (Imposta Municipale Unica) mentre dalla TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) sono previste entrate pari a 4,2 miliardi di euro.
A queste cifre va poi aggiunto l'aumento dell'IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), che nell'ultimo anno è passato dal 21% al 22%, comportando un esborso aggiuntivo da parte dei consumatori di 3,5 mld di euro. Dall'altra parte la diminuzione del PIL è stata sottolineata dalle notevoli ripercussioni negative sui consumi.

Comunque non saranno tutte rose e fiori per la legge di stabilità, la ragioneria di Stato e Bruxelles sembrano essere in disaccordo con assicurazioni governative circa le coperture, tant'è che la commissione europea si appresta a chiedere chiarimenti. Inoltre il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo l'iniziale endorsement della scorsa settimana perchè la manovra economica del governo contiene "passi importanti per la crescita", ha fatto sapere che la legge di stabilità sarà "oggetto di un attento esame essendo per sua natura un provvedimento molto complesso". Si prospettano quindi un po' di grattacapi per il premier Renzi?

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