Pubblicato il 27/02/15 in Finanza | Fonte: Teleborsa

Commercianti e agricoltori d'accordo "effetti solo stagionali sui prezzi"

(Teleborsa) - L'inflazione in Italia ha riportato un leggero aumento a febbraio (+0,3%), secondo i dati Istat, pur confermando a livello tendenziale un calo dello 0,2%, che conferma un quadro sostanzialmente deflattivo. La dinamica dei prezzi, però ha risposto ad un'impennata per i prodotti vegetali freschi (+11,2%), dovuta ad effetti stagionali, ed all'aumenti dei tabacchi per effetto delle accise.

Secondo l'associazione degli agricoltori Coldiretti, "tale incremento dei prezzi degli ortofrutticoli è derivato dal maltempo" che ha distrutto le coltivazioni invernali in campo (cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli) e danneggiato quelle in serra lungo tutta la Penisola. L'andamento dei prezzi - sottolinea - è dunque soprattutto il "risultato di una situazione congiunturale" e "non deve quindi ingannare sul reale andamento dei consumi che rimangono ancora fortemente stagnanti nell'alimentare", benché si preveda una inversione di tendenza nel 2015.

Lo stesso parere è stato espresso dall'associazione dei piccoli dettaglianti Confesercenti, secondo cui l'attenuazione della deflazione "è ancora in massima parte dovuta soprattutto a fattori stagionali ed all'aumento di tariffe ed accise". Gli incrementi interessano infatti soprattutto i prezzi degli alimentari non lavorati – in particolare dei vegetali freschi – e quelli dei tabacchi, colpiti recentemente dall'incremento delle accise. Sul quadro generale, però, "pesa anche la frenata del crollo dei beni energetici" visto che la riduzione del costo del petrolio era stata la principale causa del tasso di inflazione negativo registrato a gennaio, ma non l’unica. La domanda interna - si sottolinea - appare ancora molto debole, come dimostrano in parte anche i dati negativi diffusi ieri sul commercio al dettaglio.

L'associazione dei consumatori Codacons, poi, avverte che la l'emergenza deflazione non è ancora alle spalle, perché si tratta di un effetto transitorio innescato dall'ondata di maltempo (sui prezzi degli ortofrutticoli) e dalla ripresa del petrolio.


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