Pubblicato il 28/07/15 in Finanza | Fonte: Teleborsa

Scuola, al via nuova fase di reclutamento. C'è tempo fino al 14 agosto

(Teleborsa) - Prende il via oggi la nuova fase di reclutamento del personale della scuola, che porterà all'assunzione di oltre 102 mila nuovi docenti. Per partecipare c'è tempo fino alle ore 14 del 14 agosto, data entro cui si dovranno presentare le Istanze, esclusivamente on-line, relative alle immissioni in ruolo dal primo settembre 2015.

L'assunzione di oltre 48 mila di questi, osserva il giovane sindacato della scuola Anief, avverrà secondo delle modalità innovative: entro il prossimo autunno, questi insegnanti saranno scelti dalle scuole, divisi per regione, secondo la Tabella 1 del testo di riforma, a cui si aggiungeranno i posti residui delle fasi precedenti.
La novità è che la maggior parte di loro entrerà in servizio di ruolo il 1° settembre 2016, sulla base di una scelta effettuata dal dirigente scolastico. Per questa ragione, Anief annuncia ricorso al Tar Lazio: si tratta di un’impugnazione contro la chiamata diretta del personale statale.

Marcello Pacifico, presidente Anief, segretario organizzativo Confedir e confederale Cisal, ribadisce che “la chiamata diretta del personale è una norma già reputata incostituzionale dalla Consulta: la sentenza 76/2013, relatore l’allora giudice Sergio Mattarella, oggi Capo dello Stato, secondo cui questa procedura non può essere adottata nella scuola come nella PA, parla chiaro. Ci sono fortissimi dubbi di costituzionalità su questa norma. Pertanto, i 48mila insegnanti che avranno la nomina giuridica su disciplina comune hanno il pieno diritto di ricorrere nei Tribunali, al fine di opporsi alla futura selezione del preside”.
“Inoltre, ci sono diverse sentenze del Consiglio di Stato che si riferiscono a vari comparti statali, le quali ribadiscono come i dipendenti pubblici debbano essere sempre assunti con imparzialità e ragionevolezza. Cosa che non avverrebbe – conclude Pacifico – se si applicasse l’assegnazione delle sedi in base alla discrezionalità dei presidi”.

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