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Pubblicato il 07/09/15 in Finanza | Fonte: Teleborsa

Ci risiamo, in Italia torna la “mucca pazza”

(Teleborsa) - Su iniziativa della procura di Torino è stata avviata un’indagine per chiarire i sospetti, riconducibile alla malattia di Creutzfeldt-Jakob, altrimenti nota come malattia della “mucca pazza”, che gravano sulla morte di un cittadino italiano, avvenuta la settimana scorsa all’ospedale delle Molinette.

La malattia fa sì che il tessuto cerebrale si deteriori in maniera incredibilmente veloce, con conseguente morte che sopraggiunge nel giro di pochi mesi.

L’origine trasmissiva più comunemente accreditata, risalente al 1990, è stato attribuita al consumo di carne infetta, soprannominata dai media, appunto, come “malattia da mucca pazza”.

Solo una forma della malattia, nella variante CJD, è dovuta all’ingestione di cibo contaminato, e potrebbe essere proprio questo il sospetto su cui si vuole far luce e che ha causato la morte di un cinquantatreenne di origine campane.

"Non è stata rivelata nessuna predisposizione genetica da parte del paziente deceduto”, ha detto Antonio Scarmozzino, direttore sanitario delle Molinette. “I primi esami diagnostici effettuati suggeriscono che la causa potrebbe essere proprio quella dell’ingestione di cibi contaminati”.

In vista dei risultati dell'autopsia, che non arriveranno prima del mese di ottobre, il magistrato Raffaele Guariniello, noto in Italia per essersi sempre interessato di casi di giustizia che riguardano la salute umana, ha chiesto l’intervento dei Nas, per analizzare le cartelle cliniche del paziente deceduto.

Nel periodo più acuto della diffusione della malattia, nei primi anni 2000, l’Italia ha visto la più bassa incidenza di mortalità per la malattia di Creutzfeldt-Jakob. L’allarme di un potenziale ritorno è stato però lanciato ad agosto, dopo due decessi avvenuti in Puglia e quattro anni di supposta latenza.

Teleborsa

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